Nella nona puntata di Piazza Globale, Stefano Piazza analizza come i rapporti tra Stati Uniti e Iran siano in una fase di forte stallo diplomatico riguardo allo sblocco di 6 miliardi di dollari di fondi iraniani.
Nonostante l’ottimismo espresso da Donald Trump, i negoziati in Qatar non hanno portato a una svolta, poiché Teheran esige il pagamento delle somme depositate prima di avviare qualsiasi discussione sul nucleare. Questa posizione ha sollevato pesanti critiche al Congresso americano verso i mediatori di Trump, accusati di aver dato eccessiva fiducia a un accordo ritenuto fragile.
La situazione è resa ancora più esplosiva dalla proposta iraniana, avanzata in accordo con l’Oman, di imporre contributi e pedaggi obbligatori alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Washington rivendica la libertà di navigazione, ma il viceministro iraniano Kazem Gharibabadi ha minacciato la chiusura dello stretto qualora queste norme non venissero applicate. Le fonti sottolineano come l’inaffidabilità del regime di Teheran e il continuo cambio delle condizioni rendano estremamente difficile il raggiungimento di un accordo duraturo